Nacque il 9 Gennaio 1991 in un pollaio ad Ischia (NA). Ebbe un’infanzia ed un’adolescenza serena e senza problemi fino a quando non incontrò gli Strani Tipici, ma di questo ne parleremo più in là.
La giovine, nata dall’unione di Frank’n'Further e Rocky Horror, passò la sua infanzia in allegria e spensieratezza appassionandosi già da bambina al disegno, al teatro, al pattinaggio artistico, ed alla musica (nessuno però ebbe mai il coraggio di dirle che faceva pena in ognuno di questi campi, quindi ella continuò). La passione sfrenata per il disegno restò invariata, anzi crebbe (e mai smise di crescere) fomentata da artisti come Andrea Pazienza, Quino, Milo Manara, Hugo Pratt e i cugini Arturo Pennelladdu e Nando Pappabuona.
L’amore per il teatro invece fu messo a dura prova quando, a causa dei suoi boccoli biondi e del suo faccino tondo et innocente, interpretò l’angioletto natalizio per almeno 5 volte di fila nelle recite scolastiche (e che caz!).
All’età di 11 anni fu costretta ad abbandonare la sua brillante carriera di pattinatrice (che andava avanti ormai da 8 anni) a causa di alcune simpatiche ossa che avevano deciso di rompersi le scatole…da sole. Aurora decise però di guardare il lato positivo della faccenda: un altro paio d’anni di pattinaggio e si sarebbe fatto un sedere troppo grosso e muscoloso (e poi con quel seno così piccolo, mi avrebbero presa per un Teletubbies).
Il suo tredicesimo anno di vita fu l’anno in cui la nostra eroina iniziò i suoi epici viaggi in alcune delle magnifiche terre anglofone (ed è stato proprio in questi viaggi che ella scoprì di essere “stra-portata” per la lingua inglese). A 14 anni visitò l’Irlanda e si rese conto che quella era l’isola dei suoi sogni (all’età di 16 anni la proclamò di sua proprietà).
I 16 anni della guagliona furono caratterizzati principalmente da due cose: 1)dal ritorno al teatro grazie ad un magnifico progetto scolastico; 2)dall’entrata nella sua vita della musica rock, annunciata dai Queen che da allora diventarono uno dei tasselli indispensabili della sua life (ho scritto “vita” troppe volte).
Ed eccoci arrivati al tragico momento nel quale una vida di arte, gioie, frizzi e lazzi venne soppressa da un fatale incontro (2007). Grazie ad un passaparola, la donzella venne a conoscenza di un gruppo di svitati chiamati Strani Tipici. In poche parole, entrò nel tunnel dell’improvvisazione teatrale. E ci restò per sempre (aaaaarrrgg!!!)
La sua esistenza cambiò per sempre e, in compagnia di questa maniata di dementi, si appassionò sempre più all’arte improvvisatoria. Insieme a loro passò dei momenti felicissimi e non li lasciò mai più (sembro un po’ schizofrenica? No! Sì! No! Sì!)
In questo periodo, ricco di sorprese ed avventure, Aurora conobbe l’ammore che, come gli Strani Tipici, non abbandonò mai.
Verso i 18 anni, la pulzella si trasferì a Napoli per continuare i suoi incessanti studi, ma a parte ciò, non molto era cambiato: sempre innamorata del disegno, del teatro classico, dell’improvvisazione e della musica (con l’aggiunta al rock’n'roll del metal). L’unico cambiamento significativo, fu l’entrata del gruppo nel circuito del Match d’improvvisazione teatrale© avvenuta qualche anno prima. Così tra Match e spettacoli, tra trasferte e partite “in casa”, tra vittorie e sconfitte, continuò il suo cammino nel mondo dell’improvvisazione sicura di avere al suo fianco (quasi tutti) i suoi migliori amici.

Aurora Cecchi -